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Il trekking che non dimenticherai: Monte Pierno e Santa Croce


Punto di partenza: la Badia e il bosco che ti accoglie

L’escursione comincia in maniera tranquilla: parcheggio comodo nei pressi della chiesa della Madonna di Pierno, uno dei luoghi più affascinanti e spirituali del territorio. Si costeggia il ristorante e si imbocca un sentiero discreto ma promettente che si snoda tra gli alberi.

Dopo pochi minuti si raggiunge l’inizio dell’anello escursionistico. Io ho scelto di iniziare prendendo a sinistra, direzione Monte Pierno.


Verso la vetta del Monte Pierno: tra bosco e salita selvaggia

Il sentiero, inizialmente dolce e ombreggiato, invita a camminare con calma. Ma presto arriva la prima sfida: bisogna abbandonare la traccia comoda per risalire una ripida pendenza coperta di foglie, terreno smosso ed erba alta. La mappa segnava un sentiero… ma sul campo, nessuna traccia.

Ogni tanto pensi di aver trovato il passaggio giusto, ma sono solo tracce di animali. La salita è dura, decisa, ma regala emozioni forti. Alla fine si sbuca improvvisamente in un punto panoramico: sei fuori dal bosco e davanti a te, nitido, il Monte Santa Croce con la sua piccola croce e la torretta di avvistamento.

La vera vetta del Monte Pierno si raggiunge proseguendo verso sinistra, tra spuntoni rocciosi spettacolari e un panorama che merita tutta la fatica.


Il Taglio e le orchidee che (quasi) non c’erano

La discesa riporta dentro al bosco, ancora una volta senza una traccia precisa. Poi, all’improvviso, si apre un grande pianoro: visione magnifica, e finalmente un sentiero evidente da seguire.

Sotto una recinzione di filo spinato (c’è probabilmente un cancello, ma non l’ho cercato troppo) si cammina in un’area che l’anno scorso era piena di orchidee. Quest’anno, purtroppo, pochissime.

Due cancelli da aprire e richiudere, poi la discesa prosegue agevolmente. Qui mi è scappata un po’ la mano: preso dall’entusiasmo ho corso il tratto… e ho mancato un bivio. Risultato? Mi sono ritrovato nei pressi di una vecchia struttura abbandonata.

Nessun problema: qualche taglio nel bosco, l’attraversamento di due piccoli ruscelli, e ho ritrovato la traccia. Poco dopo, un gigante silenzioso mi ha accolto: un acero monumentale, altissimo, protetto da una staccionata. Impressionante.


L’incrocio, la panchina e… di nuovo fuori sentiero!

Il sentiero prosegue tranquillo fino a un incrocio. Un cartello dai nomi impronunciabili indica di svoltare a destra verso Santa Croce e la Grotta dell’Eremita.

Si riprende a salire. Dopo un po’, una panchina appare come un miraggio. Sosta breve, poi via: si rientra nell’erba alta, senza traccia definita. Ancora una volta, fuori sentiero.


Vetta del Monte Santa Croce: tra vento e silenzi

Anche qui, nonostante una traccia gpx salvata dall’anno scorso, nessuna via chiara da seguire. Solo erba fino alle ginocchia, pendii boscosi e tanta intuizione. Ma alla fine, eccola: la piccola croce sulla vetta del Monte Santa Croce.

Il vento, lì, è protagonista assoluto. Fatico a stare in piedi. Mi sdraio un attimo per proteggermi, poi tiro fuori le cesoie e pulisco la nicchia della Madonnina. Firmo il libro di vetta (con non poca difficoltà!) e lascio il mio sassolino. Momento semplice, ma carico di significato.


Il ritorno: finalmente un sentiero comodo

Per tornare, scelgo un sentiero diverso rispetto all’anno scorso. E per fortuna! Questo è comodo, ben tracciato, e mi conduce fino alla località Santa Croce, raggiungibile anche in auto per chi volesse tagliare corto.

Un segnavia indica “Pierno 1.9 km”. Perfetto per una corsetta leggera fino al parcheggio. E così, si chiude l’anello.


Considerazioni finali

Un’escursione varia e affascinante, tra boschi profondi, salite dure, fuori traccia e panorami mozzafiato. Il bosco è forse l’elemento più suggestivo, silenzioso e avvolgente. I sentieri variano da comodi a… “ma davvero si va di qua?”

La segnaletica, purtroppo, è scarsa: qualche freccia qua e là con indicazioni spartane, zero colori, numeri o tempi. Consiglio vivamente di portare una traccia GPS e un buon senso dell’orientamento.


Bonus goloso

P.S. Se volete chiudere in bellezza… fate tappa alla Locanda del Bosco. Si mangia benissimo: piatti genuini, sapori autentici, porzioni generose. La ciliegina sulla torta di una giornata indimenticabile.


2 Risposte a “Il trekking che non dimenticherai: Monte Pierno e Santa Croce”

  1. Bella recensione della escursione… alla fine del post, come completamento, sarebbe interessante la possibilità di poter scaricare il file .gpx del percorso fatto. No? Grazie comunque… bello il pensiero del blog. Complimenti!!

    1. Grazie Antonio, il tuo è un ottimo consiglio. Vedo se riesco ad aggiornare le recensioni già fatte. Sicuramente nelle nuove inserirò la traccia gpx dal mio canale wikiloc. A presto !

I commenti sono chiusi.